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DIRETTAMENTE DAL COSTRUTTORE

Riecco le gru a Mestre: nuovi cantieri in centro

MESTRE Si rivedono le gru a Mestre. Migrate altrove, o morte, a causa della crisi economica mondiale che nel 2007 ha travolto anche l’Italia, sono tornate in centro città a rivolgere i colli al cielo. Almeno una decina sono i cantieri edili che hanno aperto i battenti, e qualcun altro dovrebbe aprire nei prossimi mesi, e tutti costruiscono case, nessuno di questi è per supermercati o diverse attività commerciali che, fino a qualche mese fa, sembravano l’unica alternativa praticabile, assieme ai parcheggi multipiano e agli alberghi, per i costruttori edili che volevano dare respiro alla propria azienda.

Ora, un po’ perché il commerciale a Mestre è diventato tabù dato che sono molti di più i negozi che chiudono rispetto a quelli inaugurati e tra quelli che aprono pochi resistono più di qualche mese, ma soprattutto perché c’è nuova richiesta di case e c’è nuova disponibilità economica per pagarle, per queste ragioni le gru che sembravano estinte sono tornate a fare il nido.
All’incrocio tra via San Donà e via Ca’ Rossa, alla rotonda di viale Garibaldi, in via Pigafetta (angolo Riviera Marco Polo), in via Miranese, in via Vallon, in via Tevere, in viale San Marco (al posto della scuola Manuzio) ci sono cantieri aperti per costruire nuovi condomini. Senza contare quelli da poco finiti in via Torre Belfredo vicino alla rotonda dei Quattro Cantoni e in via Da Verrazzano affacciato sulla rotatoria del cimitero; e, ancora, un altro cantiere che presto aprirà in via Spalti.
CARATTERISTICHE COMUNI
Hanno tutti un minimo comun denominatore: sono palazzi in classe A energetica, dotati delle tecnologie e dei materiali più avanzati per isolare gli appartamenti dall’eccessivo calore e dal freddo, e per offrire una casa domotica, come si dice oggi delle abitazioni dove tutto è automatizzato, dall’apertura delle persiane e delle finestre, all’accensione e spegnimento del condizionamento, della Tv, degli elettrodomestici, per non parlare della sicurezza contro le intrusioni di ladri e altri malintenzionati. Sono case, insomma, che per costruirle non bastano più i muratori ma servono conoscenze di ingegneria edile, architettura, ingegneria energetica, automazione, elettrotecnica, elettronica, telecomunicazioni, informatica e design.
Secondo comune denominatore è il prezzo. Dodici anni fa, prima della crisi, appartamenti come questi sarebbero stati proposti sul mercato a 600 mila euro per un 120 metri quadri, per salire a oltre il milione a ridosso di piazza Ferretto. Oggi mediamente, a parte qualche eccezione per la collocazioni più rinomate, vengono offerti a cifre che variano dai 2500 ai 2800 euro al metro quadrato. Vale a dire che un alloggio da 120 metri quadrati nuovo di zecca, con tutte le comodità, si può acquistare con 300 mila euro o al massimo 340 mila.
Cifre importanti e spesso troppo alte per i giovani in cerca di prima casa ma quasi a buon mercato per altre tipologie di clientela che hanno ricominciato a chiedere di poter acquistare case in centro città. È gente con disponibilità economiche che cerca le comodità e anche l’estetica, insomma condomini signorili secondo i canoni attuali, ossia con ampi terrazzi, grandi finestrature che facciano passare molta luce, giardini verticali che crescono lungo le pareti.
IL CONTROESODO
Ci sono, ad esempio, famiglie che si erano spostate sul Terraglio, tra Mestre e Treviso, occupando ville e villette con ampi giardini o addirittura parchi. Passati gli anni, dopo che i figli hanno preso la loro strada, le coppie decidono di tornare in centro dove hanno l’opportunità di avere più servizi a un prezzo inferiore: risparmiano migliaia di euro l’anno di giardiniere, hanno a portata di mano negozi, farmacie, cinema, teatro, uffici pubblici, l’ospedale, trasporti, e si insediano in case sicure perché, particolare non secondario, fuori del centro nei posti bellissimi lungo il Terraglio temono la criminalità, la violenza delle rapine in villa.
Perché, viene da pensare, a Mestre non c’è la criminalità? Evidentemente lo spaccio di droga e i reati collegati fanno meno paura. E, poi, non a caso i nuovi cantieri sono soprattutto a nord di piazza Barche, nei quartieri considerati meno pericolosi.
E così le poche imprese edili nostrane rimaste, dopo la drammatica selezione imposta dalla crisi, si sono rimesse all’opera. E se fino a poco tempo fa chi apriva cantieri per edifici residenziali si sentiva quasi dare del matto, oggi prende coraggio, investe e costruisce edifici di qualità, anche perché le manifestazioni di interesse appunto non mancano.

(articolo preso da: Il Gazzettino –  Elisio Trevisan)